ANTICHI PASCOLI – CASERA BIDOCH

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Tra i vari pascoli un tempo gloriosi ed ora dismessi è imperativo riscoprire e tornare a frequentare Casera Bidoch, vecchio alpeggio che si trova a mezzacosta alle pendici del monte San Sebastiano.

Ci troviamo nella laterale Valle di Goima e purtroppo il luogo ha lo svantaggio di non trovarsi lungo uno dei tracciati escursionistici con numerazione CAI. Il sentiero n. 536 che dal Passo Duran porta alla baita Angelini passa infatti alcune centinaia di metri più a monte, senza nemmeno intravvedere o intuire la presenza della casera; motivo per cui chi non sceglie di andarci appositamente può rimanere all’oscuro della sua esistenza.

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Se qualcuno l’avesse visitata alcuni anni fa ne avrebbe tratto un’impressione cupa, di abbandono: l’edificio principale malridotto, il vecchio prato colonizzato dalla vegetazione, la vista tutt’intorno ostruita dall’incombere del bosco. Un luogo dimenticato. Ora a qualcuno (chi?) va il merito di aver  recuperato il posto, se non all’attività di alpeggio – auspicio per il futuro – almeno all’uso di boscaioli ed escursionisti.

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La casera è stata sistemata, il bosco intorno tagliato e l’accesso agevolato da una serie di collegamenti con comode strade forestali. Così l’ampia radura strappata alla foresta permette allo sguardo di espandersi e realizzare dove ci si trova. Ed è un posto davvero niente male: verso nord quella è l’alta valle di Goima, sullo sfondo l’imponente muraglia da cui precipita la cascata, il sovrastante Van de la Moiazza circondato dalla corona dolomitica. Un orizzonte così bello che da solo dà significato alla gita. Essere qui e ora per vedere questo, che poi è il senso ed il fine di ogni uscita in montagna.

IMG_2843.JPGCi sono due alternative per arrivarci. La prima è dal paese di Gavaz, dove si prende la strada forestale che scende nel letto del torrente Moiazza, attraversa il torrente su un ponte e sale poi sul versante opposto (indicazioni). Da Sottorogno e valle dell’Asinera il tragitto è invece più lungo: dopo gli ultimi fienili alla prima curva si prende la strada che si stacca a destra (la direzione opposta porta a Colcerver), si prosegue ignorando una prima deviazione a destra e girando, in discesa, alla seconda deviazione, in prossimità di un posto indicato da un cartello come “Aial dela Bressana”.

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La casera è aperta e sistemata a fungere da bivacco, mentre all’esterno troviamo gli immancabili tavolo e panca in legno, la fontana ed un nuovissimo barbecue con tanto di tettoia. Un grosso faggio, che risulta censito tra gli alberi monumentali della provincia di Belluno, offre gratuitamente la sua ombra.

Chi ha curato il recupero ha voluto dunque dare un chiaro messaggio: venite e godetene tutti. Perché non accogliere il suggerimento?

Grazie, si, con piacere.

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