CUCINA

La cucina tipica zoldana che oggi conosciamo era la cucina della festa. Nei normali giorni di calendario gli zoldani avevano una dieta molto povera, fatta di polenta, latte, un po’ di formaggio, ricotta, polenta, fagioli o fave, polenta, qualche uovo, un po’ di salame, il tutto accompagnato da abbondante polenta. Il mais è povero di nutrienti essenziali ed un’alimentazione quasi esclusivamente basata sul mais ha portato nei secoli scorsi il flagello della pellagra. Nel romanzo Marco e Mattio Sebastiano Vassalli ci racconta in modo magistrale la storia di una valle affamata ed ignorante. Tanto ignorante e diffidente che quando un nuovo tubero – la patata – arriva in valle, lo scarta come cibo per i maiali, non comprendendone assolutamente le potenzialità.

Ma veniamo ad oggi. Il piatto tipico zoldano per eccellenza è il pastin, un impasto di carni miste e spezie, non insaccato, che viene cotto alla griglia e mangiato con il pane o la polenta. Ottimo anche con il “trit”, ripassato in padella con burro e ricotta affumicata, come farcitura per i carciofi stufati, o come base per il ragù. E c’è chi lo mangia crudo, nel pane. Insaccati sono invece il musetto, un cotechino aromatizzato che va bollito in acqua, e le luganeghe, le salsicce, fatte con un impasto simile al pastin, o proprio con questo. Nel periodo della caccia non manca la selvaggina, molto apprezzato è il capriolo in salmì, mentre nei giorni di magro si cucina invece il pesce: il baccalà mantecato è la pietanza classica, che di venerdì si trova sempre anche nei negozi di generi alimentari. La polenta, manco a dirlo, è il pede (l’accompagnamento) tradizionale.

Passando ai primi, il piatto zoldano più rappresentativo sono i casonziei con la zucca, mezzelune di pasta rigorosamente “pizzicate” a mano, con ripieno di zucca speziata e condite con burro fuso e ricotta affumicata. La zucca è l’ingrediente anche dei tradizionali gnocchi al cucchiaio, pure questi conditi con ricotta affumicata. Un’altra variante di gnocchi sono quelli di patate, conditi con ricotta o ragù di carne. La Val di Zoldo ha anche una grande tradizione per i minestroni ed in particolare il minestrone di fagioli e la minestra d’orzo. In entrambi i casi le zuppe vengono cotte per ore ed ore e per insaporirle viene messo a bollire anche un pezzo di carne affumicata. Queste minestre sono fatte per essere consumate per due o tre sere ed in genere nei giorni successivi al primo diventano ancora più buone.

Quanto ai dolci abbiamo la tradizionale pinza, una torta-focaccia semplice, fatta con farina, burro e uova, le fuoie rostide (foglie arrostite), i galani di carnevale fritti in olio e spruzzati di zucchero a velo e, naturalmente, il gelato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...