INVERNO

 

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Cosa vi piace fare? Qualche suggerimento?

Per esempio.. SCIARE

In Val di Zoldo si può sciare per ore senza mai togliere gli sci, fino alla noia. Partire da Pecol e arrivare ad Alleghe, risalire e scendere a Selva di Cadore, tornare verso la Val Zoldana e fermarsi per un caffè a Palafavera. Intorno, sole, vento e panorami che  tolgono il fiato. Il Caregon del Padreterno (Pelmo), la Zuita (Civetta), le Rocchette, il Bosconero sono così vicini che quasi si toccano con la mano, ma lo sguardo non si ferma, va oltre, cerca in lontananza questi monti rosa pallido fin dove si perde l’orizzonte, senza vederne la fine. E se il Comprensorio del Civetta non vi basta allora organizzatevi con un amico, studiate un po’ la logistica, fate il biglietto Dolomiti Superski e via, dove vi porta l’estro. Ci sono centinaia di chilometri di piste su cui sfrecciare. Basterà la stagione invernale, ma che dico, una vita intera, per percorrerle tutte?

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Se la vostra passione è lo sci nordico avete a disposizione vari circuiti, tutti in mezzo ad una natura intatta. A Pralongo, al Passo Duran, alla Forcella Staulanza, a Palafavera  per rimanere in zona, ma in tutta la provincia di Belluno ci sono centinaia di chilometri di piste, in ambienti anche molto diversi tra loro. Variare potrebbe essere un modo per assecondare la curiosità innata che è in noi.

E dopo lo sci, CHE FAME!

Una bella doccia calda (o il bagno se preferite) e non vi resta che saziare quella fame da lupi. E se la sera non vi va di cucinare in casa certo non mancheranno le alternative. Dopo una giornata così piena e tutte quelle energie spese ci si può anche permettere un po’ di gozzoviglio. Le tentazioni sono lì, pronte a non essere resistite. Dove andare? Meglio un minestrone di fagioli, un piatto di gnocchi al burro fuso o una polentata con la selvaggina? Niente carboidrati la sera? Che ne dite allora di una tagliata coi funghi e le verdure? Meglio il pesce? Nessun problema, è vero che da qualche tempo si è ritirato, ma c’era il mare qua, guardate quante conchiglie sono rimaste nelle rocce! E dalla cima al Pelmo in un giorno terso ancora si vede, lontano, baluginante. Venezia, Trieste, l’Istria. No, è impossibile. Eppure…

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E se domani invece… CIASPE?
Anzi CASPE, qua le chiamiamo così. Chi non hai mai fatto un’escursione con le caspe si è perso qualcosa nella vita. Ma niente paura, c’è sempre tempo per un’esperienza nuova. Se sciare è folla, vento in faccia, velocità, questo è un altro mondo. E’ un’idea diversa del rapporto con la montagna, più intima, pacata, personale. Più primitiva. Il  silenzio a cui non siamo più abituati può forse spaventare, all’inizio. Silenzio e ritmo, quello alternato di cuore e respiro. Noi siamo appassionati di questa pratica sportiva ed avendoli testati in prima persona vi possiamo suggerire gli itinerari più belli.. Molti rifugi escursionistici ed alpini sono ora aperti anche d’inverno. Perché non pranzare in rifugio e ridiscendere al tramonto? Oppure uscire sotto la luna piena? Se lo fate una volta, lo ripeterete. Garantito.

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