GITA INVERNALE ALLA CASERA DI PRENDERA (E VOLENDO, A MONDEVAL)

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Chi ama combinare sole, neve, orizzonti e scenari invernali non potrà non inserire questa gita tra quelle preferite. Itinerario adatto sia allo sci alpinismo che alle caspe, si sviluppa in gran parte su versante soleggiato e perciò l’escursione si può organizzare anche nelle giornate di freddo intenso.

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Per portarsi alla partenza si scavalla la Forcella Staulanza e si percorrono un paio di chilometri di discesa verso la Val Fiorentina, fino al tornante da cui parte la strada per il Rifugio Città di Fiume, lungo la quale ci si dirige.

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Partendo al mattino questo iniziale è l’unico pezzo di strada in ombra; anche da qua il Pelmo è un gran bel vedere, ma per il momento si frappone esattamente tra voi ed il sole.

La strada fino al Città di Fiume è battuta dal gatto delle nevi, percorrerla è una gradevole passeggiata ed insieme un buon allenamento scaldamuscoli per il prosieguo della gita.

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Al rifugio controllate le tabelle, la direzione da prendere è verso nord, sentiero n. 467. Da qua in avanti si esce dal cono d’ombra del Pelmo, la luce prende il sopravvento e la strada larga e comoda si fa un sentiero un po’ più angusto ma al tempo stesso quasi altrettanto ben battuto dai molti passaggi.

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Classicamente, più si sale e più si guadagnano chilometri d’orizzonte. L’ambiente è magnificente e l’aggettivo incontaminato può essere speso a ragione. Oltre alla bellezza della corona di montagne che vi circondano (troppe, per elencarle tutte) vi sorprenderanno la vastità e dolcezza dei pascoli, l’incanto di alcuni scorci di neve e roccia e la quasi assenza di strutture realizzate dall’uomo. Niente piloni, cavi, tubature, fanno eccezione solo alcuni elementi consustanziali al paesaggio come la casera verso la quale siete incamminati ed un fienile isolato che si intravvede nella Val de Busela.

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Poco dopo la Forcella de la Puina, quella di Roan, dalla quale il sentiero si innesta il n. 458 proveniente da San Vito e sale un po’ più ripido. La casera, già piccola e lontana, si avvicina pian piano sempre più.

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Finchè, infine, vi raggiunge. Qua potete fermarvi in un luogo riparato, fare uno spuntino se avete in mente di proseguire o nutrirvi e riposare se siete arrivati alla meta.

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Chi ha idea di continuare fa un vero affare: con poco meno di altri 150 metri di dislivello arriva in un luogo se possibile ancora più memorabile, la Forcella Ambrizzola, che apre la vista a nord verso il Rifugio Palmieri, muto nella neve a fianco del suo lago ghiacciato ed a sud verso uno dei posti in assoluto più emblematici delle Dolomiti, l’altopiano di Mondeval. Il masso sotto il quale è stata ritrovata la sepoltura mesolitica è poco lontano e può essere il punto d’arrivo ed il degno coronamento di un’escursione indimenticabile.

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Al ritorno troverete una bella sorpresa: il sole è avanzato lungo la sua parabola celeste ed illumina finalmente il Pelmo anche su questo versante, così come tutta la conca ed il corso della strada che vi riporterà al parcheggio.

Vi piacerà molto. Si accettano scommesse.

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