GITA POCO CLASSICA AL PELMO, IL MONTE SENZA LATO B (GIRO MONTE PENA, SASS DE FORMEDAL)

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Il Pelmo, lato A o lato B?

Chi arriva da queste parti ha alcuni appuntamenti fissi da cui non può assolutamente esimersi. Uno di questi è con il Pelmo, una tra le poche montagne dolomitiche con una propria, fantastica fisionomia da ogni angolo la si guardi. Qualcuno direbbe una montagna senza lato B, ma gli appassionati del genere (…) potrebbero non essere d’accordo e ribaltare l’affermazione: non senza, ma SOLO lato B!

Del resto ogni luogo ha la sua attrazione principale, una che più delle altre rimane nel cuore. E a giudicare dalle fitte colonne di gitanti che in estate troviamo sulle direttrici principali che portano in zona – punto d’appoggio il Rifugio Venezia –  il Pelmo è certamente la nostra.

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il sentiero a più corsie da Passo Staulanza, da farsi al ritorno (Antelao e Pena in lontananza)

Intendiamoci, il luogo è meraviglioso, unico, e pur di esserci e goderne si sopporta più che volentieri un po’ di traffico. Se però siete tra chi associa alla montagna la pace ed il silenzio troverete che questa variante di percorso può fare al caso vostro.

Prima di partire munitevi, oltre che dell’equipaggiamento dell’attento escursionista, di una settimana di bel tempo, e a quel punto progettate la gita per il 6° o 7° giorno. Fra poco saprete perché

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abbondanti fioriture

Ci si avvia dalla stalla poco sopra Zoppè di Cadore, dove si trova parcheggio, e si segue in principio l’itinerario canonico: strada verso Rifugio Talamini e, al Cristo, deviazione a sinistra. Dopo alcune centinaia di metri di salita su strada sterrata, in prossimità del primo tornante a gomito ci si stacca verso destra, imboccando il sentiero n. 493. Scopo della gita è infatti arrivare al Rifugio Venezia aggirando il Monte Pena dal lato nord.

Il sentiero da qua sale con scarsissima pendenza attraverso un bosco di conifere, a tratti aperto e fiorito, a tratti ombroso ed in alcuni punti umido e paludoso. Per questo si consiglia il bel tempo, anche se parecchie passerelle aiutano il passaggio nei punti più fangosi.

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verso Forcella Colonel de la Stanga

Raggiunta la forcella Colonel de la Stanga il sentiero prende a scendere per qualche decina di metri e poi, attraversato un ruscello, ricomincia a salire. Ora, man mano che si prende quota, l’orizzonte si apre e si ingrandisce sempre di più e appaiono i monti della valle del Cadore sulla destra ed un insolito, seghettato Pelmo davanti.

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ruderi di casera e pascolo verso il Cadore

Salendo ancora si alza il punto d’osservazione, la vista spazia lontanissimo, il Pelmo diventa gigantesco e comincia a delinearsi il Caregon del Padreterno, la sua forma più conosciuta. Finalmente si arriva al punto più alto; laggiù, poco più sotto, nel mirino compare il Rifugio Venezia. Là punterete e da là ripartirete una volta defaticati e sfamati.

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sotto il Caregon spunta il Rifugio Venezia

Per il ritorno percorrete un primo tratto di  “autostrada”, il brulicante sentiero n. 472 che porta alla Forcella Staulanza. Strepitose le classiche vedute del Pelmo (e Pelmetto) che vi accompagnano sulla destra, mentre il gruppo della Civetta riempie parte dell’opposto orizzonte. Al successivo incrocio girate a sinistra per il sent. 499. State scendendo verso Zoppè in direzione S/E, compiendo una sorta di periplo ideale del monte Pena, o Penna, che vi mostra ora il caratteristico versante sud che tanto ispirò il pittore Masi Simonetti.

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dal ciglio del Sass de Formedal, verso Zoppè

Ad un certo punto vi ritroverete d’improvviso su un balcone proteso sull’abisso: siete sopra al Sass de Formedal e davanti agli occhi vi si apre un grandioso panorama sullo zoldano. Immediatamente dopo è necessaria molta attenzione nello scendere la ripida traccia, che prosegue poi su un agevole sentiero e infine si fa strada, correndo sulle creste ondulate che dividono la Val di Zoldo e la Valle di Zoppè.

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inquietanti presenze al Sass de Formedal, è forse un avviso di pericolo?

Al Passo di Tamai girate in direzione Zoppè. Lungo la strada incontrerete la Casera di Bragarezza ed il circostante pascolo abbandonato e arriverete al capolinea nei pressi del cimitero, qualche chilometro sotto il paese. Qua, se la mattina siete stati previdenti, avrete parcheggiato una seconda auto con cui portarvi al punto di partenza.

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Pelmo, lato B o lato A?

Serve forse dirlo? Anche stavolta ne sarà valsa la pena.